16 settembre 2014

Per un ampliamento dello studio o deriva analitica?


L'esposizione di ciò che si è letto, ascoltato, visto e capito attraverso una critica ferrata che decostruisca ogni singola tesi, proposta e opinione in tale scritto, suonato o filmato per dimostrare la sua inesatta posizione, per inventarsi un contrario articolato, anche e soprattutto in quei casi in cui si è completamente d'accordo con il contenuto analizzato, anche e soprattutto in quei casi, tutti, in cui non esiste risposta, lato, visione, del tutto sbagliata o del tutto giusta. La critica universale a ogni sillaba per assorbire realmente il luogo, il tempo e chi vi abita, per capire come ricostruire con sfumature personali tutto il caos creato dai sensi, l'immaginazione, la ragione e sensibilità. Non esporre ad alcun predeterminato professore, maestro o responsabile, risposte su "chi è", "cos'è", "dov'è" o "perchè", ma al contrario perdersi piacevolmente dentro tutto quello che espone il contrario, in modo da espandersi all'infinito in tutto quello che non si può studiare semplicemente attraverso un?

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2 commenti:

  1. Se l'analisi critica diventa un mero esercizio di dialettica perde il suo senso di critica. Però può essere divertente (anche se io non riesco a a farla per il gusto del fun) :D

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  2. La vedo più come una analisi effettiva dell'argomento trattato, quando lo si "capisce" davvero allora si può provare a svilupparne una opinione sui punti a suo "sfavore" e quando non se ne trova alcuno valido, allora significa aver davvero compreso e assorbito quella informazione. Tutto questo, in teoria pura e astratta :P

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