2 febbraio 2011

Come cambiare le cose quando la rivoluzione ha perso di significato?

Caro Efrim Menuck, quella notte durante il vostro concerto tu ci chiesi: "If you know that the world is going down, that your govern is wrong, that there are a lot of things that should be changed.. then why don't you try to change them?". O qualcosa del genere, sai, non ricordiamo esattamente le tue parole in inglese. Le risposte non furono molto illuminate, alcune anche indispettite dal tuo voler provocare una reazione mentale, un ragionamento che forse si scontrava con gli ideali o le paure del vostro pubblico non del tutto sincero.

Scusaci se non ti abbiamo risposto, noi che avevamo una risposta alla tua domanda. Ma siamo timidi e la risposta è troppo complicata per essere spiegata da sotto un palchetto, in inglese. Quindi vorremmo rimediare, con questo post.

Per prima cosa, non siamo del tutto sicuri del tuo dubbio. Forse you still belive in gentle dreams, hai ancora speranza per questo mondo ed i suoi abitanti, altrimenti perchè saresti diventato padre? Quindi un po' speri che la gente comune voglia davvero cambiare le cose. Eppure dovresti saperlo bene anche tu, in tanti lo hanno spiegato, molto meglio di quanto potremmo fare noi, con le nostre parole poco colte.

La persona media non ha un interesse particolare nel migliorare la società, poichè questa società difettosa soddisfa già tutti i suoi bisogni più alti nel divertimento, nell'andare in giro, nel comprare. Tifare per un governo o l'altro, non importa, poichè i suoi obiettivi di vita sono uguali a quelli dell'avversario. Vuole conformarsi al suo gruppo, vuole un compagno o una compagna da sfoggiare o fuckare, vuole avere quelle cose materiali che lo fanno sentire meglio. Scritti così sembrano anche obiettivi sensati, ma conosciamo bene la differenza fra bisogni imposti e desideri personali. Rileggere un Pasolini o un Fromm è sufficente per ripassare quello che vorremmo esprimere.

Si parla a volte di protesta e rivoluzione, ma queste due parole hanno perso ogni significato profondo. Per cosa protestano quelle persone lontane, se non per ricevere la superficiale "libertà da" e non la profonda "libertà di"? A cosa serve scendere i piazza, se la storia dimostra che a nulla serve questo tipo di atto ingenuo e fine a sè stesso? Lo dice anche Napo, non scendo in piazza. Sto zitto e medito. La rivoluzione è ormai rilegata ai libri di scuola, come cosa folkloristica, da ghigliottine e soviet, oppure come atto terroristico, da stragi e attentati. Non dobbiamo parlare di proteste e rivoluzione, dobbiamo trovare un altro nome per la nostra scelta di vita contro la vita alienata. O forse non dare nome, non importa come la si chiama, importa come la si vive.

Anche in questo caso, è inutile ridire o riscrivere qualcosa di già detto e già scritto. I situazionisti lo proclamavano già da prima che noi fossimo nati. La rivoluzione deve essere reinventata, ecco tutto. Copiamo quindi quello che scrive Gianfranco Marelli, nel saggio "L'ultima Internazionale": occorreva dunque ripensare ai "perchè della rivoluzione", ovvero coglierne l'aspetto immediatamente pratico, corporeo, vissuto quotidianamente; perchè la rivoluzione si fa tutti i giorni, contro gli specialisti della presa al potere e i professionisti del comando. Una rivoluzione senza nome, che non necessita di proclami, sacrifici, ordini, che scaturisce dalla consapevolezza di poter trasformare il mondo a partire dalla necessità di reinventare la propria vita; consapevolezza che nessun partito può teorizzare, dal momento che la prassi quotidiana di ciascun individuo, conscio delle potenzialità insite nell'attuale dominio tecnologico, è la sola e unica teoria radicale in grado di comprendere e indirizzare il progresso verso fini rivoluzionari.

La nostra *voluzione è il credere che la noia non esista, esiste solo la mancanza di interessi o l'incapacità di organizzarli, il non stare con una persona per solitudine o abitudine, il salire le scale senza usare la scala-mobile, il non correre verso l'ufficio anche siamo in ritardo, l'essere pessimisti (realisti) verso il mondo e positivisti (realisti) verso la propria vita personale, l'alzare la musica delle cuffie per coprire discorsi superficialmente irritanti, il non comprare vestiti nuovi se quelli vecchi hanno qualche buco, l'usare ago e filo per aggiustare un indumento che possiede ancora tutta la sua funzionalità, l'evitare di ammazzare il tempo con finta allegria chiamata aperitivo, il fare una torta in casa senza assaggiare componenti chimici delle merendine preconfezionate, l'usare un televisore come mero schermo per immagini videoludiche o cinematografiche, il non bere 3, 4, 5 caffè al giorno, il mettere da parte quei 3, 4, 5 euro per ricevere in cambio un album, un libro, un videogame, un film, il supportare gli artisti senza abusare apaticamente delle reti p2p, il sorridere nel vedere l'erba che spunta dal marciapiede, lo spegnere una luce che qualcun'altro ha lasciato inutilmente accesa, l'evitare le spese inutili al fisico, al cuore o alla mente, il non fare figli, l'evitare di essere gentili con qualcuno che non ci piace, il giudicare una persona da come muove un piede o un foglio, perchè SI, si può capire qualcuno anche dai piccoli gesti, il lavarsi le mani sempre, non solo prima dei pasti, il guardare le persone negli occhi quando gli si parla, il non accalcarsi come stupide sardine su una metro strapiena se dopo 2 minuti ne arriva un'altra quasi vuota, il non perdere tempo a scrivere altri esempi in questo post, perchè ci sono tante altre cose da fare, da vedere, da leggere, da ascoltare, da giocare, da condividere.

Soddisfatto della risposta Efrim?

Nota Atemporale: se per qualche motivo hai trovato curiose queste parole indisposte, puoi rileggerle e conservarle in forma fisica nella tua libreria, insieme a tante altre storie dal simile gusto rivoluzionario. Trovi il libro contenente tutti questi scritti di We Are Complicated su Amazon.

2 commenti:

  1. Ottimo post. Ora però Efrim lo vuole tradotto in inglese :3

    Bella scoperta, questo blog ~



    ~star

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  2. Gli manderà una email tradotta con Google Translate, così si diverte e magari gli dico anche che il suo album da solista mi ha un po' deluso :P

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